15.5.07

La mia giornata al Family day

Sono stato fuori casa dalle sette di mattina alle due di notte, ho cambiato tre volte treno, ho preso la metropolitana, ho girato Roma in lungo ed in largo, ma, lo ammetto, rifarei tutto. E non solo per poter un domani dire: “ Io c’ero!” Ieri, immerso nel clima di allegria della giornata in difesa della famiglia naturale, ho avuto l’impressione di aver contribuito attivamente a difendere qualcosa più grande di me, qualcosa di eterno e che pure, incredibilmente, è da tempo sotto attacco un po’ in tutto l’occidente.
“… questa è la realtà, i bambini devono avere una mamma ed un papà…” Forse sono queste poche parole, cantate sul ritmo del celebre pezzo “ I bambini fanno oh”, la sintesi ideale per descrivere lo spirito del Family day, il grande evento organizzato dall’associazionismo cattolico in difesa della famiglia tradizionale. A cantare è il menestrello Povia, uno dei pochi artisti che ha accettato l’invito a presenziare sul palco di Piazza S. Giovanni. Devo confessare che non mi sarei aspettato, dal vincitore della penultima edizione di San Remo, un intervento così profondo, ma al contempo sereno e perfettamente in linea con lo spirito di gioia e l’aria di festa che in quella piazza di Roma, credetemi, per tutto il tempo della manifestazione si poteva tagliare a fette. Nel corso della sua breve apparizione Povia si è fatto letteralmente portavoce delle istanze della piazza intera: “… vorrei…” ha detto “che fossero agevolate le adozioni in favore delle coppie eterosessuali, che devono aspettare anni per potere avere un bambino in affido” e ancora “ vorrei maggiori tutele economiche per le coppie, migliori politiche famigliari”, ricordando, infine, che i diritti dei bambini vengono prima delle richieste degli adulti. Uno stile, diciamolo, che contrasta profondamente con l’arroganza e la disarmante superficialità dimostrata su un palco della stessa piazza da uno dei conduttori della giornata del primo maggio, tale Rivera ( ovviamente non il calciatore). Più in generale, facendo un’analisi comparata della giornata delle due piazze, come è stata ribattezzato il 12 maggio, alcune differenze tra la nostra cultura, laica ma non laicista, ed il mondo radicalcomunista saltano subito agli occhi. Di forma, oltre che di sostanza. In Piazza Navona, dove si sono ritrovati gli anticlericali di ogni risma, in un contorno di bandiere rosse con la faccia del Guevara i veri protagonisti sono stati i politici, a S. Giovanni i politici sul palco non sono neanche saliti ma si sono mischiati alla folla festante; in Piazza Navona spiccava la presenza di gay, lesbiche e transessuali, a S. Giovanni a distinguersi erano i sacerdoti ( non moltissimi per la verità) con al seguito i giovani e gli altri parrocchiani. Ma erano i contenuti, le finalità delle due iniziative a contrastare profondamente: se da una parte si festeggiava la vittoria del referendum sul divorzio e si rivendicano i Dico, i matrimoni per gli omosessuali, l’aborto ecc dall’altra si confermava con forza che la vita è sacra fin dal concepimento, che esiste una sola famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e che questa è la cellula base della nostra società e della nostra tradizione. Ancora una volta, come fu in occasione della questione dell’aborto, o come è tutt’ora per quanto riguarda la lotta alla droga, si è assistito allo scontro tra la cultura progressista di sinistra, una vera e propria cultura della morte,e la nostra cultura, la cultura della vita, cultura nella quale noi ci riconosciamo del tutto, perché pur non essendo un movimento politico clericale la nostra visione spirituale della vita ci impone di batterci sempre e comunque, in difesa della vita stessa e dei valori eterni. Quale tra le due culture sia uscita più forte dalla “giornata delle due piazze” non lo so, ma, stando ai numeri, mi conforta fortemente l’idea che S. Giovanni abbia battuto Piazza Navona 1 milione a 10 mila!

Simone
Azione Studentesca Massa
Nucleo P.Rossi

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ma la famiglia innaturale qual'è?
Ed essendo la famiglia una costruzione del diritto (quindi invenzione dell'essere umano) la famiglia può essere naturale?

22/6/07  
Blogger Onda Theta said...

Che tristezza... ma non lo aggiornate mai il blog? Ci sarebbero tante cose da dire e da fare... siete i soliti politici che bussate alla porta solo al momento giusto vero? Ma dov'è il cambiamento e dov'è l'Azione??

Qui potete farvi un'idea di chi ha voglia di fare e proporre:

http://ondatheta.myblog.it

13/8/07  

Posta un commento

<< Home