Leggiamo della presa di posizione dell’Anpi di Massa sulla stampa locale di oggi 28 dicembre in merito alla statua dedicata a Lorenzo Paladini e crediamo che sia necessario un commento. Siamo sostanzialmente davanti ad un odio ideologico, che trova in un certo modo di usare la storia la propria scusante. Questa volta l’oggetto dell’anatema in questione è una “pericolosissima” statua, anzi un busto. Nel recente passato l’Anpi è riuscito a schierarsi contro una conferenza sulla Cina comunista, alla presenza peraltro dell’ex segretario della sezione italiana di Amnesty International solo perché organizzata da un movimento giovanile di Destra (ma forse non piaceva nemmeno tanto l’argomento) e a uscire sulla stampa locale con vari articoli contro uno striscione di Azione Giovani affisso sul balcone del palazzo Bourdillon, durante la presentazione del libro “Cuori Neri” del giornalista Luca Telese; la motivazione: lo striscione si trovava nel luogo sbagliato al momento sbagliato e cioè al secondo piano del palazzo dove ha sede anche l’Anpi (quale vilipendio!), ma purtroppo al palazzo Bourdillon di piazza Mercurio si trova al momento (da anni a dire il vero) l’unica stanza pubblica dove tenere convegni o dibattiti. Ma, poiché lo striscione era dedicato a Sergio Ramelli (studente diciottenne ammazzato da nove estremisti di sinistra a Milano nel 1975), forse anche in quel caso non era lo striscione in sé a dare così fastidio. Ma veniamo ad oggi: la vittima dell’”inquisizione” è una statua, nascosta in chissà quale cantina o ripostiglio, quindi parliamo di un opera d’arte (realizzata da uno scultore apuano) e come tale andrebbe prima di tutto giudicata. Fa male nel 2006 leggere parole d’odio nei confronti di un concittadino che ha comunque, in quel momento, servito la propria Patria. La guerra di Spagna è interpretata storicamente con diverse sfumature, ma in quel momento migliaia di soldati italiani, perché erano prima di tutto italiani, partirono alla volta della Spagna convinti di fare il bene di una nazione vicina e per preservare l’Europa dal pericolo comunista, concreto ed evidente. Altri italiani scelsero di combattere a fianco di repubblicani, comunisti e anarchici (peraltro divisi ferocemente tra di loro e questo fu uno dei motivi della loro sconfitta), che ricordiamo si sono spesso macchiati di colpe spaventose, con atti di sangue specialmente contro rappresentanti del clero; ma non è questo il luogo ed il momento di divagare sulla guerra civile spagnola, proprio perché a entrambi gli schieramenti e soprattutto ai rispettivi caduti và il nostro rispetto. Ci sentiamo quindi di apprezzare l’intervento del privato cittadino che propone di riposizionare il busto del combattente apuano Lorenzo Paladini (medaglia d’oro) nel giardino delle poste di Viale Chiesa. Anzi rilanciamo andando oltre: proponiamo che alla statua di Paladini, restaurata e reinserita là dov’era, venga affiancata un’altra, di un caduto dell’”altra parte”, magari proprio di un apuano caduto a sua volta in Spagna sull’altra “barricata”. Invece di seminare odio, tutti dovrebbero sforzarsi di andare sempre più verso l’unica meta possibile, quella della pacificazione nazionale. Ricordiamo personalmente quando anni fa, al liceo classico Pellegrino Rossi qualcuno propose di togliere tutte le statue e le epigrafi del ventennio fascista presenti nella scuola: la maggioranza degli studenti, di qualunque schieramento, si schierò contro: la storia è storia e non si fa dell’apologia di fascismo o di qualunque altra ideologia o regime, nel voler tutelare i beni artistici (e pertanto anche storici) di una città, a maggior ragione se essi stessi sono segni, testimonianze e non solo “strumenti dell’allora propaganda”. La pacificazione nazionale è stata negli anni passati evocata da ogni schieramento politico, da Presidenti della Repubblica, da ex partigiani e da ex appartenenti alla Repubblica Sociale. Non si tratta nemmeno di voler equiparare i morti (prevedendo la solita critica dell’Anpi), perché ogni cittadino nel proprio animo sa e può giudicare come vuole. Siamo contrari alla storia scritta con le leggi (come è avvenuto di recente in Francia). Rimaniamo in attesa di conoscere il parere della cittadinanza riguardo alla nostra proposta: una proposta di riconciliazione, assolutamente non ideologica, ma di giovani nei quali non è presente l’odio, ma la voglia di costruire una società con valori e basi le più condivise possibili.
Alessandro Amorese – Consigliere circoscrizione 3 Massa Centro
Marco Guidi – Consigliere Circoscrizione 2 Destra Frigido
Federico Migliorini – Presidente circolo AG “Blocco H”